Punti vendita – Agnello Sambucano

Questa settimana è cruciale per gli allevatori di pecora sambucana della Valle Stura. Da giovedì saranno disponibili per la vendita, in numerosi punti vendita delle province di Cuneo, Torino e Asti, le carni di agnello del Presidio Slow Food e, in pochi giorni, si giocherà gran parte del bilancio annuale di una cinquantina di piccole aziende aderenti al consorzio L’Escaroun. Quest’anno purtroppo gli allevatori non potranno contare sugli ordini fatti dai ristoranti e, se queste mancate vendite non saranno compensate dall’aumento degli acquisti presso le macellerie, gli allevatori perderanno circa il 40% dei loro ricavi. 

In Valle Stura si è svolto negli ultimi trent’anni un lavoro straordinario di salvaguardia della biodiversità, recuperando una razza locale di cui non rimanevano che pochi capi. Sul ritorno della sambucana nei pascoli della valle si fonda la sopravvivenza di tanti piccoli allevatori riuniti in un Presidio Slow Food che custodiscono oggi complessivamente circa 4000 capi.

Grazie a questa razza ovina si è salvata una cultura gastronomica di grande valore, ma soprattutto si è conservata la pastorizia in valle Stura, garantendo così la gestione del territorio. 

Le sambucane sono allevate all’aperto dalla primavera a inizio autunno e, nei mesi più caldi, salgono in alpeggio a quote elevate, anche oltre i 2000 metri. Mantengono in equilibrio l’ecosistema brucando decine e decine di varietà di erbe. Grazie a un’alimentazione così varia e salubre le loro carni sono molto saporite e compatte. Inoltre, la carne della razza sambucana non sviluppa sentori aspri così intensi come a volte accade nelle carni ovine ma è al contrario molto delicata.

Più che mai quest’anno è necessario sostenere il lavoro dei pastori della valle Stura e acquistare le carni di agnello sambucano, non solo per il pranzo pasquale ma anche nelle settimane successive.

Le carni ovine, ingiustamente trascurate, sono particolarmente salubri e possono essere una valida alternativa alla carne bovina o suina.

Aiutando i pastori aiuteremo la montagna, e conservando la presenza umana sulle montagne aiuteremo il pianeta!

#slowmeat #meatthechange #presidislowfood #slowfood

Foto: ©Paolo Andrea Montanaro

 

PUNTI VENDITA (organizzati anche per fare vendite a domicilio):

 

A nosto modo (ex punto vendita presso il Caseificio Valle Stura) – via Divisione Cuneense, 9 Demonte (Cn) tel. +39 0171 950607

 

Compral – via Bra, 77 Cuneo tel. +39 0171 434018 info@compral.it

 

Supermercati Dimar (Maxi Sconto, Mercatò) –  Alba, Bra e Cuneo

 

Fattorie Bovingrana

Corso Francia, 12/a – Cuneo tel. +39 0171 500447 cuneo@fattoriebovingrana.com

Via Valle Maira, 127 – Confreria (Cn) tel. +39 0171 613395 confreria@fattoriebovingrana.com

 

Fattorie Monregalesi – via Biglia, 1 Mondovì (Cn) tel. +39 0174 722151

Macelleria Gaveglio – corso Piemonte, 50 – Saluzzo (Cn) tel. +39 0175 43788

Macelleria Carignano – via Roma, 92 – Cavallermaggiore (Cn) tel. +39 0172 381118

 

Macelleria Borgogno – via Buenos Aires, 41 – Torino tel. +39 011 393518

Macelleria Bosco – via Po, 39 – Torino tel. +39 011 8177776

Macelleria Gadaleta – piazza Dante Livio Bianco, 2 – Torino tel. +39 011 3095052

Macelleria Giampaolo – via Luigi Cibrario, 61 – Torino tel. +39 011 751968

Macelleria Griglione – via Villa della Regina, 15 – Torino tel. +39 011 8193241

Macelleria  Lovera – corso Vinzaglio, 33/E – Torino tel. +39 011 5621016

Macelleria Morra – via Francesco Morosini, 8 – Torino tel. +39 011 542726

Macelleria Nicola – piazza Nizza, 79 – Torino +39 011 6505767

Macelleria Testa – via Fréjus, 101 – Torino tel. +39 011 4470058

Macelleria Tonino – corso Racconigi, 153 – Torino tel. +39 011 3825268

 

Macelleria Ferro – piazza Ploto, 25 – Pinerolo (To) tel.+39 0121 201433

Macelleria Meini – corso Porporato, 1 – Pinerolo (To) tel. +39 0121  322072

Macelleria Bonella – piazza Carlo Alberto, 28 – Carignano (To) tel. +39 011 9690033

Macelleria Tenivella – via Bormida, 13 – Rivoli (To) tel. +39 011 9592312

Macelleria Canavero – via Palestro, 33 – Piossasco (To) 

Macelleria Correndo – via Trento, 3 – Orbassano (To) tel. +39 011 9013398

 

Macelleria Caffa – piazza Alfieri, 18 –  Asti tel. +39 0141 530701

Macelleria Accornero – piazza Garibaldi, 17 – Moncalvo (At) tel. +39 0141 921191

 

 

Slow Food Italia

Care Socie e cari Soci,

 

nell’ambito del progetto nazionale

Slow Food in azione: le comunità protagoniste del cambiamento* (progetto finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione Generale del Terzo settore e della responsabilità sociale delle imprese – Avviso n.1/2018 “Slow Food in azione: le comunità protagoniste del cambiamento” ai sensi dell’articolo 72 del codice del terzo settore, di cui al decreto legislativo N. 117/2017.)

 

Sabato 14 marzo 2020 a Torino

si svolgerà una giornata gratuita di formazione

rivolta ai Soci Slow Food.

 

L’iniziativa ha l’obiettivo di promuovere la consapevolezza del ruolo di ciascuno all’interno dell’Associazione come protagonisti del cambiamento, fornendo contenuti e strumenti per mettere in atto sul proprio territorio progetti concreti che garantiscano modelli sostenibili di produzione e consumo.

 

La giornata (sessione mattutina, pranzo, sessione pomeridiana) si svolgerà presso Cascina Fossata (Via Fossata) a Torino. L’incontro vedrà l’intervento di esperti e di figure del mondo Slow Food e metterà al centro alcune tematiche principali: la biodiversità, il cambiamento climatico, l’educazione alimentare e del gusto con particolare riferimento alle possibilità di sviluppo offerte dai progetti Slow Food.

 

Per iscriversi alla giornata è necessario compilare questo modulo entro e non oltre venerdì 21 febbraio 2020.

 

Sono disponibili 50 posti: nel caso in cui le richieste di partecipazione arrivassero in numero maggiore si considereranno fattori di precedenza l’età compresa tra i 18 e i 40 anni e l’essere socio Slow Food da almeno tre mesi.

 

La partecipazione alla giornata è gratuita, ma tutti i partecipanti dovranno risultare regolarmente iscritti a Slow Food (se la tessera è in scadenza rinnova qui)

 

Per informazione e chiarimenti:

Ottavia Pieretto (ottavia.pieretto@network.slowfood.it)

Gabriella Chiusano (gabriella.chiusano@network.slowfood.it)

Andrea Blangetti (andrea.blangetti@network.slowfood.it)

Slow Food E Car2go Insieme Per La Sostenibilità.car2go dedica una promozione a tutti i soci Slow Food

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Danilo Pelliccia

Danilo Pelliccia, amico e socio Slow Food (tutti ricorderanno le tre serate dedicate ai Prodotti dei Presìdi del Lazio e la sua convinta adesione al progetto dell’Amatriciana per Amatrice) il prossimo 30 novembre sarà il protagonista di una serata divertente e appetitosa.
In occasione della diciottesima edizione del Torino Film Festival  lo chef capitolino verrà affiancato da Gianmarco Tognazzi per una serata dedicata al papà Ugo, simbolo del cinema italiano e della cultura gastronomica nazionale. Gianmarco proporrà i vini dell’azienda di famiglia, la Tognazza, i cui nomi rimandano alla celebre pellicola Amici Miei (“Come se fosse” “Antani” “Tapioco”). Danilo, in collaborazione con Nicola Di Tarsia, si cimenterà in alcune ricette immaginifiche di Ugo, con attente riproposte e moderne rivisitazioni come il riso mantecato al nero, qui con pecorino e polvere di limone.
Alla serata, che si svolgerà presso il ristorante Tor.Na (via Ormea 1/b) alle ore 20.30 parteciperanno anche Rossella Vicino e Alfio Raffaelle, musicisti romani che abitualmente suonano stornelli romani nei principali locali trasteverini.
(Per  informazioni: Tor.Na 011/484430)

 

Comunicato: SLOW FOOD PIEMONTE RINNOVA GLI ORGANISMI E GUARDA AL 2020

Il complesso dell’Agenzia di Pollenzo ha ospitato, domenica 10 giugno, il Congresso regionale di Slow Food Piemonte.
Una mattinata di confronto e discussione sulla missione dell’associazione fino al 2020, anno in cui Torino ospiterà il Congresso Internazionale di Slow Food.
L’ultimo congresso internazionale di Chengdu in Cina ha segnato un momento decisivo nella vita di Slow Food con la sua Dichiarazione e le sei mozioni che tracciano l’orizzonte politico del futuro dell’associazione e le linee guida che indicano il percorso da seguire nei due anni di governo futuri.
Rinnovato anche il Coordinamento regionale, l’organo esecutivo dell’Associazione, che passa da 5 a 9 membri per garantire la più ampia rappresentanza territoriale e un giusto equilibrio tra continuità e rinnovamento.

ANDREA BLANGETTI
GABRIELLA CHIUSANO che assume il ruolo di portavoce
FABIO MALAGNINO
FEDERICO CHIERICO
LEO RIESER
OTTAVIA PIERETTO
ROBERTO COSTELLA che assume il ruolo di legale rappresentante
ROBERTO SAMBO
SILVIA CELESTE BORRELLI

Tra i compiti dell’organo regionale, il coordinamento delle Condotte territoriali, l’organizzazione di eventi, lo sviluppo e la promozione dei presìdi Slow Food.

Ritorna al Lingotto la dodicesima edizione di Terra Madre Salone del Gusto

La dodicesima edizione a Torino dal 20 al 24 settembre 2018.

Food for Change è il tema della dodicesima edizione della più importante manifestazione internazionale dedicata al cibo buono, pulito e giusto.

L’edizione 2018 di Terra Madre Salone del Gusto animerà molti luoghi della città di Torino dal 20 al 24 settembre: il Mercato a Lingotto Fiere, le attività didattiche nel Palazzo della Giunta Regionale in piazza Castello, l’Enoteca, realizzata nuovamente nella splendida scenografia di Palazzo Reale, le Conferenze, organizzate in collaborazione con il Circolo dei Lettori di Torino, nel centro della città.

 

 

 

Slow Food dalla Cina: «Cambiamo il sistema alimentare, fermiamo il cambiamento climatico»

Dal Congresso internazionale a Chengdu, in Cina, Slow Food lancia Menu for Change, la campagna per fermare il cambiamento climatico

«Siamo tutti coinvolti: il cambiamento climatico è una crisi presente che richiede uno sforzo immediato e corale dell’umanità. Ogni nostra scelta farà la differenza, perché il motore del cambiamento è la somma delle nostre azioni individuali». Dalla Cina, di fronte ai 400 delegati in rappresentanza della rete di Slow Food e Terra Madre da 90 Paesi, Carlo Petrini ribadisce che il riscaldamento globale è una realtà, non riguarda un futuro indefinito, e i suoi effetti si avvertono già nel presente. Di qui l’esigenza di rafforzare il messaggio del movimento: «Per Slow Food è un dovere occuparsi di cambiamento climatico: non esiste qualità del cibo, non esiste bontà senza rispetto dell’ambiente, delle risorse e del lavoro. Non va dimenticato che la produzione di cibo e la sua distribuzione incide per un quinto sul riscaldamento del pianeta».

In tutto il mondo, Slow Food lancia oggi Menu for Change la prima campagna di comunicazione e raccolta fondi internazionale che mette in relazione cibo e cambiamento climatico. Le emissioni agricole di produzione vegetale e animale sono tra le principali fonti di emissioni di gas-serra, tra cui anidride carbonica (CO2), metano (CH4) e protossido di azoto (N2O): il sistema di produzione alimentare industriale è tra le prime cause del riscaldamento del pianeta, mentre le prime vittime di questa catastrofe annunciata ci sono l’agricoltura familiare, le economie pastorali e la pesca artigianale.

Non abbiamo più tempo, Harvey, Irma, la siccità, il fenomeno migratorio, le bombe d’acqua che ci sorprendono nel sonno, le vendemmie anticipate, il crollo delle produzioni, la mancanza di erba fresca o il rientro anticipato dagli alpeggi, l’acidificazione e l’innalzamento dei mari, la presenza di animali prima inesistenti a determinate latitudini, la desertificazione e il progressivo impoverimento dei suoli sono il volto del cambiamento climatico. Non sono eventi record da registrare negli annali, sono la normalità che ci aspetta. E le cause sono da rintracciare nell’attività antropica e soprattutto nelle emissioni di gas fossili.

Il settore agricolo è responsabile del 21% (Fao 2015) delle emissioni totali, a fronte del 37% di quello energetico, 14% dei trasporti e l’11% dell’industria. Nel settore agroalimentare, la fonte principale di emissioni di gas-serra arriva dall’allevamento zootecnico che, da solo, produce il 40% delle emissioni dell’intero settore. A questa fonte segue quella della distribuzione di fertilizzanti sintetici: 13% delle emissioni agricole (725 Mt CO2 eq.).

E il conto da pagare è salatissimo, soprattutto in alcune zone del mondo. «Nonostante siano tra i minori produttori di gas serra, l’Africa e i paesi più deboli sono i primi a scontare le conseguenze del riscaldamento globale. E i primi a pagarne le conseguenze sono contadini, pastori e comunità indigene costretti di conseguenza a migrare. Con la promozione dell’agroecologia, la tutela della biodiversità, stando a fianco dei produttori sul campo Slow Food, in Africa e in tutto il mondo contribuisce a sviluppare pratiche di mitigazione e adattamento. Molto deve essere fatto e Slow Food non può vincere da solo» interviene John Kariuki, vicepresidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità.

Risponde Tiejun Wen, Cina. Decano esecutivo, Istituto di studi avanzati per la sostenibilità, Renmin University, e Istituto per la ricostruzione rurale, Southwest University.

«Per affrontare i cambiamenti in atto è necessario lavorare sull’integrazione fra il contesto urbano e quello rurale. In Cina, il sistema fondato sullo sviluppo delle aree urbane, spesso non è in grado di rispondere alle istanze delle aree rurali che vanno valorizzate nelle proprie specificità. Tre concetti vanno posti al centro di questo sviluppo: la solidarietà per i diritti dei contadini, la sicurezza agricola ecologica, la sostenibilità ambientale rurale. E per far ciò bisogna passare da un modello politico fondato sul capitale a un modello fondato sulle persone».

E dalla nostra rete, arriva l’intervento di Mbaye Diongue, Senegal, immigrato senegalese in Italia: «In Senegal, le conseguenze devastanti del cambiamento climatico hanno già iniziato un percorso insidioso e inarrestabile nelle zone costiere come Bargny o St Louis, dove interi quartieri sono stati inghiottiti dal mare che avanza. La grande domanda che riguarda noi africani, e in generale i paesi poveri o in via di sviluppo, è se abbiamo meritato tutto questo, dove stia la nostra colpa. In Africa, abbiamo contribuito poco o niente al cambiamento climatico. Perché dobbiamo subirlo senza avere gli strumenti, i mezzi, la capacità reale di far fronte ai cambiamenti in corso?».

Anche in Italia, il comparto agricolo è un emettitore netto di gas-serra e contribuisce per circa il 7% alle emissioni totali nazionali. E anche in Italia gli effetti del cambiamento climatico minano le nostre produzioni più preziose: «L’Europa ha passato l’estate con una drammatica siccità interrotta da improvvise alluvioni che hanno causato disastri idrogeologici, colpendo soprattutto le zone rurali più indifese. E il paradosso è che è proprio l’agricoltura industriale a contribuire alle incessanti emissioni che scaldano il pianeta. Ma esistono modelli agricoli differenti? Bisogna agire. I governi con gli obiettivi globali di contenimento delle emissioni, ciascuno di noi con le proprie scelte quotidiane» auspica Francesco Sottile, Italia. docente di Coltivazioni arboree e Arboricoltura speciale presso l’Università di Palermo.

«Ridurre le emissioni non può più essere una possibilità da rimandare, è un obbligo. E ognuno deve intervenire: eliminiamo del tutto gli sprechi, soprattutto alimentari. Ogni europeo spreca 179 kg di cibo ogni anno, pensate che il cibo buttato via consuma la quantità d’acqua pari al flusso del fiume Volga e utilizza inutilmente 1,4 miliardi di ettari di terreno – quasi il 30% della superficie agricola mondiale. Traotto in emeissioni? Lo spreco alimentare è responsabile della produzione di 3,3 miliardi di tonnellate di gas serra (FAO, 2015). Cerchiamo di prediligere prodotti di prossimità, di mangiare poca carne ed evitare quella che arriva da allevamenti intensivi. E poi poniamoci poche e semplici domande: come è stato prodotto il cibo che condivido con la mia famiglia? Da dove arriva? Di quanta energia e di quanta acqua ha avuto bisogno? Slow Food lavora per divulgare questa conoscenza e per valorizzare e sostenere quelle produzioni che scelgono pratiche agricole e produttive resilienti ed ecologiche, le uniche che possono contribuire alla mitigazione e all’adattamento al cambiamento climatico. Aiutateci a portare avanti i nostri progetti, anche una piccola donazione fa la differenza» conclude Carlo Petrini.

Master of Food – Birra

Master of Food – Birra

2-9-16-23 MARZO 2017 – Ore 20.15

Quattro serate per avvicinarsi all’affascinante mondo della birra, una delle bevande alcoliche più antiche che l’uomo conosca, che affonda le radici nella nascita stessa delle grandi civiltà. Conosceremo le materie prime, le tecniche produttive, la storia, gli stili e la geografia, senza trascurare le modalità di conservazione, di servizio, la scelta dei bicchieri e gli abbinamenti. Inoltre in ogni lezione assaggeremo una selezione di birre, italiane e non, che ci aiuteranno ad intuire le storie di uomini, di territori, di culture e tradizioni dietro ogni bicchiere.
Docente: Fulvio Giublena – Coordinatore Piemonte e Valle d’Aosta per la Guida alle Birre d’Italia Slow Food, Relatore Master Slow Food – Giudice dal 2007 a Birra dell’Anno.
Prima lezione
Le caratteristiche e la geografia delle materie prime, con manipolazione e assaggio di acque, malti e luppoli. Introduzione alla degustazione.
Seconda lezione
La produzione del mosto, la fermentazione, le tipologie di confezionamento, la filtrazione, la pastorizzazione, la rifermentazione in bottiglia.
Terza lezione
La cultura e la geografia della birra; le grandi famiglie birrarie: Lager (Germania, Repubblica Ceca…) e Ale (Belgio, Regno Unito…); l’analisi del legame tra birra e territorio con un approfondimento del contesto italiano.
Quarta lezione
La fermentazione spontanea, l’ancestrale e meraviglioso mondo dei Lambic. Indicazioni sulla conservazione delle birre, sul loro servizio (temperatura, bicchieri e tecnica) e sui loro abbinamenti. Le birre più alcoliche, da invecchiamento, o che fanno stile a sé..
INFO E ISCRIZIONI:
Luogo del corso: Tortona (AL)
 Presso Il D Cafè via Emilia 168
Costo: 95 euro (La quota comprende il materiale didattico)
Simona > tel. 348 5802488
Ii D Cafè > tel. 335 7028427